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I primi filobus
costruiti da
Menarini sono
gli ALFA Romeo
140 che
inaugurano la
cosiddetta
“seconda rete”
di Bologna nel
1955. Sono anche
gli unici “tre
assi” realizzati
dalla Casa
bolognese.
Presentano guida
a destra e parti
elettriche
Marelli ed
appaiono molto
filanti nella
linea grazie
all’arrotondamento
degli spigoli.
Molto elegante
anche il
frontale che
unisce i fregi
della CMB con il
baffo contenente
lo stemma
dell’ALFA. Ma,
quanto a
prestazioni, le
vetture
1141÷1148
dell’ATC hanno
notevoli limiti
che le faranno
accantonare
tutte entro il
1974 (foto
Archivio
Menarini). |
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Allo stesso 1955
risale la
costruzione di
dodici filobus
ALFA Romeo 920
AF / Ansaldo
(serie 101÷112),
dotazione
originaria della
filovia
Carrara-Avenza
(vettura 104,
foto P.
Haseldine).
Caratteristici
per il disegno
del frontale e
per l’eleganza
complessiva
delle linee,
queste vetture
si riveleranno
molto più
affidabili degli
ALFA 140
bolognesi, tanto
che l’Azienda
carrarese
deciderà di
farne
ricarrozzare
alcuni esemplari
dalla Portesi
negli anni ’80 (vettura
111, foto P.
Gregoris). |
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Nel 1959
Menarini
costruisce per
l’ATC bolognese
undici filobus
(matricole
1418÷1428)
realizzati su
telaio FIAT 2411
con
equipaggiamento
elettrico e
motore CGE. Sono
caratterizzati
dal frontale
bombato tipico
delle
realizzazioni
dell’epoca e dai
cristalli
anteriori ‘totalvis’.
La serie
bolognese - che
sarà anche
riverniciata nel
tempo in
avorio-rosso - è
una delle più
longeve, avendo
raggiunto in
efficienza la
chiusura della
rete nel 1982. E
non basta: i
filobus furono
acquisiti dalla
STEL di Sanremo
che ne ricavò le
parti elettriche
per la serie
1500÷1505 (FIAT
2470/Portesi)
(Foto
P. Haseldine).
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Allo stesso 1959
risalgono i due
esemplari di
FIAT 2411/
Menarini che TEP-Parma
acquisì al
proprio parco
numerandoli
017-018.
Esteriormente,
queste vetture
appaiono in
tutto simili
alle loro
coetanee
bolognesi. La
differenza, non
da poco, è nelle
parti
elettriche, qui
fornite dal TIBB
e non da CGE
come a Bologna (vettura
018,
foto P. Gregoris).
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Negli anni ’60
le vetture
costruite da
Menarini
assumono
caratteristiche
affatto diverse
rispetto a
quelle del
decennio
precedente.
Squadrate, prive
di superfici
tonde, molto
spigolose: così
si presentano
anche i filobus
019 e 020 di
nuovo costruiti
per Parma nel
1964.
Caratteristica
di queste
vetture è anche
il fregio in
basso al
frontale con la
scritta
“Menarini”.
Anche questi due
filobus
presentavano
parti elettriche
TIBB (vettura
019,
foto P. Gregoris).
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Ed ecco
l’«ammiraglia»,
ovvero la
vettura 1041 di
Rimini, per
lunghi anni in
servizio sulla
filovia
litoranea per
Riccione. Anche
in questo caso
ci troviamo di
fronte ad un
FIAT 2411
carrozzato da
Menarini nel
1964, ma - a
dispetto
dell’estetica
assai simile a
quella dei
filobus di Parma
- qui motore ed
equipaggiamento
elettrico sono
della CGE (foto
P. Haseldine).
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Stesso anno di
costruzione,
stesso “modello”
(il FIAT 2411),
stesse
caratteristiche
estetiche se si
esclude la porta
anteriore a tre
antine: sono i
sette filobus
dell’AMCM di
Modena numerati
da
35 a
41: vetture
resistentissime,
che arriveranno
in efficienza
fino al
1986. A
differenza degli
esemplari in
servizio a Parma
e a Rimini i
veicoli modenesi
erano dotati di
equipaggiamento
elettrico e
motore Marelli (foto
P. Haseldine).
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Anche a Perugia,
nonostante le
tante strettoie
che le linee
filoviarie
dovevano
affrontare, ha
circolato un
FIAT 2411, che
l’Azienda umbra
numerò 211.
Questa volta la
vettura che
vediamo
raffigurata a
lato è identica
al veicolo
riminese,
essendo uguali
anche le parti
elettriche (foto
P. Gregoris).
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Gli ultimi FIAT
2411 costruiti
da Menarini -
utilizzando lo
stesso schema
delle vetture
finora trattate
- furono, sempre
nel corso del
1964, quattro
esemplari per
la STEL
(poi RT) di
Sanremo,
ovviamente
verniciati in
bianco e blu e
dotati di
allestimento
interurbano ed
apparecchiature
elettriche CGE.
Numerati 33÷36 e
riclassificati
poi 1133÷1136
nel 1983, furono
radiati solo nel
1992, quando da
tempo la loro
livrea era stata
trasmutata
nell’arancio
ministeriale in
occasione di una
ristrutturazione
complessiva dei
filobus operata
dalla Coopecar4
di Reggio Emilia
nel 1983. E con
quest’ultima
livrea è
conservata la
vettura 33
ceduta a fine
carriera al
Museo di Breil
sur Roya (ambedue
le
foto P. Haseldine).
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Dei due modelli
filoviari che
Menarini
realizzò a
struttura
portante precede
temporalmente il
Monocar 1002:
otto filobus con
meccanica Lancia
(!) ed
apparecchiature
CGE costruiti
nel 1962 per la
linea filoviaria
interurbana
Capua - Caserta
- Maddaloni, la
penultima
filovia di
seconda
generazione
costruita in
Italia e
precocemente
dismessa, dopo
il passaggio di
gestione alle
Tranvie
Provinciali di
Napoli (T.P.N.),
nell’ottobre
1972. Gli
elegantissimi
filobus
Menarini, dalla
linea filante e
dotati di
allestimento
interurbano,
furono ceduti a
fine carriera
all’ILPAP di
Atene
continuando a
macinare
chilometri nella
capitale greca
con le matricole
1140÷1147 (ambedue
le foto P.
Haseldine).
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Nel 1964
Menarini
realizza infine
cinque unità
(matricole
15÷19) su
espressa
richiesta
dell’Azienda di
Cremona. I FIAT
2405 - Menarini
Monocar 1221,
infatti, pur
utilizzando
gruppi meccanici
quanto mai
diffusi (le
apparecchiature
elettriche erano
TIBB), erano
stati realizzati
in modo da
contenere in m
10400 la
lunghezza del
filobus
adattandolo così
alle esigenze
della rete
cremonese (foto
P. Haseldine).
Allorché, nel
1981, Cremona
decise di
sostituire tutte
le residue
vetture di
seconda
generazione
presenti nel suo
parco con
modernissimi
filobus Volvo
B17 / Mauri, per
i Menarini 1221
non fu la fine:
furono ceduti,
infatti, già
riverniciati in
avorio-arancio,
al CAT di
Carrara, che li
utilizzerà in
servizio per i
(pochi) residui
anni di attività
della rete,
numerandoli 109
(al posto di un
ALFA 920) e
146÷149. La loro
definitiva
dismissione data
quindi al 1985 (foto
P. Gregoris).
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Foto del titolo:
La vettura n. 33
del parco
RT-Sanremo è
stata ceduta a
fine carriera al
francese
Ecomusée di
Breil-sur-Roya (foto
G.
Fiorentino).
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