di Gennaro Fiorentino

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Luino è una graziosa cittadina posta sulla riva lombarda del lago Maggiore (Verbano). Deve la sua fama, tra l’altro, allo scrittore Piero Chiara che ivi nacque e dove ambientò gran parte dei suoi romanzi. Non furono pochi i film che se ne trassero, tutti di grande successo ed apprezzamento. Cito per tutti: “Venga a prendere il caffè da noi”.

Quasi al centro città, sorge la stazione ferroviaria, piuttosto imponente e forse un po’ fuori misura rispetto al contenuto traffico passeggeri che vi si svolge.

Il fabbricato viaggiatori della stazione come appare oggi.

Fin dal 1882 essa ha costituito stazione di frontiera verso la Svizzera, molto prima dell’apertura del Sempione. Il confine di Stato si trova una quindicina di chilometri più avanti, in località Tronzano. Ma causa mancanza di spazio in piano, gl’ingegneri dell’epoca decisero di porre qui il confine tecnico ospitandovi i presidi tipici di un confine (dogana, ufficio passaporti ecc.), nonché la grandiosa organizzazione ferroviaria per cambio macchina e personale.

Un problema complesso si presentò nel 1959, quando la linea fu elettrificata. Fu trovato un compromesso facendo partire il 15 Kv (corrente alternata) svizzero proprio da qui, servito da una sottostazione ambulante. Le FS italiane ospitarono dunque (ed ospitano) un segmento di ferrovie federali in terra italiana, incluso l’immaginabile segnalamento.

Con l’arrivo dei complessi bloccati Stadler multisistema sulla linea da Gallarate (I) per Cadenazzo (CH) del consorzio Ti.Lo. e i non meno noti locomotori degli operatori cargo, Luino è diventata una stazione di transito con una relativa tranquillità dovuta all’inutilità del cambio trazione (e personale) e a irrisori controlli doganali. D’altro canto l’apertura del Sempione sin dal 1906, ne aveva già alleggerito in maniera significativa il traffico.

Un moderno ETR 524 Stadler del consorzio Ti.Lo. in partenza per Cadonazzo (CH).

Stele presso la stazione di Domodossola a ricordo dei 100 anni del Sempione.

La stazione oggi è interessata da un collegamento cadenzato su due ore, da/per la Confederazione e dal passaggio frequente di lunghe tradotte merci della Hupac, della SBB Cargo, della Captrain e via di seguito (carri a tasca e serbatoi modulari).

Transito di una lunga tradotta merci dell’operatore SBB Cargo.

Tutto qui? Direi senz’altro di sì se non fosse per l’Associazione Verbano Express, che colleziona treni. Se vi sembra poco originale, vi dissuado subito specificando che il materiale conservato è in scala 1/1, custodito in una parte dei depositi che furono della stazione. L’intraprendente club esiste dal 1992, ricevendo un decisivo impulso nel 1998 con la fondazione del proprio Museo cui è affidata la ricca collezione.

Essa comprende innumerevoli veicoli che mani esperte e disponibili, provvedono a tenere in ottimo stato; talvolta atti alla marcia su rete ordinaria.

I diamanti sono di certo le due locomotive a vapore. La tedesca è la BR 50 3673 (in origine BR 50 1347) costruita dalla celebre Borsig nel 1941 (rodiggio 1’E). Finita nel dopoguerra nella DDR, ricevette una nuova caldaia ed una nuova matricola. A metà degli anni ’90, immigrò a Luino dove viene impiegata per un’intensa attività turistica densa di successi ed apprezzamenti.

La BR 50 si muove indaffarata sul piazzale della stazione.

Le fa il paio l’italiana 625.116 risalente al 1922 quando uscì dagli stabilimenti Ansaldo di Genova Sampierdarena (Foto 6). Molto vivace fu la sua attività appartenendo ad uno dei gruppi più apprezzato per il rendimento, coniugato con una gestione economica. Ha lavorato fino al 1978 quando fu accantonata. Il comune di Luino ne ottenne il comodato d’uso per renderla monumento sulla piazza della stazione. Nel 2000 fu trasferita all’associazione che le restituì idoneità ed efficienza alla marcia.

La bella 625.116 presso il deposito dell’Associazione (Foto A. Pedretti).

Il locomotore elettrico Ae 4/7 merita anch’esso una citazione, non fosse altro che per il suo impiego quasi fisso in simmetria con una locomotiva a vapore. Costruito negli anni ’20, lavorò intensamente sulle rampe del Gottardo. E’ pervenuto a Luino nel 2013 in seguito ad una intesa con l’Associazione amatoriale Swisstrain in cambio di un restauro estetico e funzionale, che fu eseguito in appena una decina di mesi.

Locomotore svizzero 10.987 sembra dire che alla pensione non ci pensa.

Molto caratteristico è il Badoni, l’automotore così definito per antonomasia dal nome del suo celebre produttore. In realtà gli appassionati lo conoscono con il nomignolo di sogliola per la sua singolare silhouette. Potremmo dire che fu acquisito dalle industrie di Savigliano che lo avevano dismesso ormai da molti anni, tant’è che dovette essere trasportato a mezzo di un carro K. Per l’inusitato trasporto, fu sottoposto ad un singolare spogliarello, privandolo della cabina per il tempo del viaggio. La sogliola si guadagna da vivere con merito, provvedendo alla composizione e scomposizione dei convogli destinati ai numerosi eventi. E vi assicuro che è un vero spettacolo vederlo in azione.

   

L’efficiente “sogliola” in dotazione al Verbano express, ancora fresca di verniciatura,

viene manovrata da un vegliardo macchinista per comporre il convoglio.

Sul piazzale sono presenti altri due locomotori a gasolio di provenienza svizzera, con un eccellente aspetto.

   

Grazioso locomotore svizzero da manovra (foto G. Fiorentino) e locomotore industriale Jung del 1961

accosto alla “sala ristorante” nel deposito, con i primi avventori della occasionale braceria (Foto A. Pedretti).

Tante sono le iniziative turistiche programmate dall’Associazione con cadenza periodica, impiegando locomotori e locomotive vintage. Trovano il momento clou nel festival di autunno “Ruote, rotaie e vapore” che quest’anno si è tenuto dal 9 al 13 ottobre.

Il ghiotto programma ha incluso quattro viaggi con macchine a vapore, una mostra di vetture d’epoca, circuito su rotaia 10’, esposizione modellistica, raduno moto Harley Davidson, un convegno CIFI e, tanto per non farsi mancare niente, una braceria allestita nel deposito. Non mancavano diorami e una galleria di oggettistica ferroviaria.
Giovedì 10 è stato proposto ai partecipanti al convegno CIFI una passeggiata riservata con la BR 50 da Luino a Cadenazzo (CH) e ritorno. Davvero singolare appariva la composizione. Oltre la citata macchina, i passeggeri prendevano posto in una carrozza già delle SBB/CFF (poi Trenord) ed un significativo segmento di treno merci (d’intesa con Hupac).

Singolare diorama con una scena di ambientazione I GM con ferrovia decauville (artista Benzoni).

Singolare composizione mista dimostrativa per gl’ingegneri del convegno CIFI.

Al sabato e la domenica invece due viaggi aperti al pubblico. Sempre presente la BR 50 con una composizione di vetture passeggeri standard. In sostanza erano quattro vetture ex SBB/CFF in livrea Trenord inquadranti una quinta vettura alla quale esperti pazienti e volenterose avevano restituito l’aspetto originale verdone delle ferrovie federali. Nel caso del viaggio del sabato, una poderosa macchina 193.473 (compagnia SBB Cargo) che aveva ricevuto il giorno prima la cittadinanza onoraria di Luino (vedi logo), fungeva da simmetrico tutor. Mentre nel viaggio domenicale la funzione di controcanto era affidata al gioiello di famiglia: locomotore 10987 già SBB/CFF.

Locomotore SBB Cargo fresco di battesimo come cittadino di Luino (Foto A Pedretti).

Parliamo degli stimolanti itinerari. Per poter apprezzare pienamente la mia esposizione, consiglio di consultare un atlante ferroviario riguardante la Svizzera. Il primo ha lasciato Luino sotto tensione con la moderna macchina. Con belle vedute sul lago Maggiore, ha raggiunto e superato Cadenazzo raggiungendo Bellinzona (CH) ed entrando dunque sulla linea da Chiasso-Lugano. Effettuando il regresso e procedendo a vapore, ha raggiunto prima Lugano e poi Melide per la visita del parco Swissminiature. Itinerario inverso al ritorno.

La domenica c’è stato invece un preambolo quando Luino è stata raggiunta da un affollato treno a vapore da Milano, operato da Fondazione. Il nostro invece ha limitato il primo segmento a Cadenazzo con regresso e inversione. Si è dunque diretto con la BR 50 in testa verso Locarno. Qui ai passeggeri erano offerte alcune opzioni ossia un ritorno con lo stesso treno, oppure con la Vigezzina (poi Domodossola-Gallarate) oppure con il battello via Ascona e sbarco a Luino.

Arrivo del convoglio da Milano allestito da Fondazione FS (Foto di A. Pedretti).

I treni sono stati allestiti sul binario 1 tronco del piazzale. La locomotiva BR si è attestata con i propri mezzi (altresì le rispettive due macchine elettriche). Le cinque vetture sono state composte invece con l’ausilio del valoroso Badoni (sogliola) del Museo che, (senza stancarsi) ha fatto la spola tra il deposito ed il tronchino.
Insomma Verbano Express si dimostra come una valorosa ed encomiabile associazione, con un’attività esemplare da elogiare ed incoraggiare.

Comunque con ottobre non crediate che i forni siano stati spenti. Anzi! Altri viaggi sono previsti per il 30 Novembre e 14/15 dicembre a tema Christmas.

Informazioni e prenotazioni qui: www.verbanoexpress.it

(Le foto quando non diversamente indicato sono dell'autore)

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